Non aggiusto stampanti ma sto nel computer

Posted on Posted in Uncategorized

Prendo spunto da un recente e simpatico articolo letto su Medium a cura di Andrea Coronese https://medium.com/@sixpounder/cosa-vorrebbe-dirvi-un-informatico-quando-fate-domande-del-cazzo-33f84d54e3e1#.92f21f7rk per un aggancio relativo al mio ambito lavorativo, parallelo all’informatica o forse interconnesso meglio, visto che ne è l’aspetto per certi versi più visibile, della sua ormai pervasività.

Il mio incontro con la tecnologia informatica risale come per molti della mia età ai primi “calcolatori” : Vic 20 Commodore 64 e via dicendo.

Erano essenzialmente strumenti di gioco salvo far volare il classico uccellino fatto con con due comandi Basic.

Il primo approccio al pc con un utilizzo lavorativo risale ai tempi della leva, quando relegato in ufficio, mi trovavo a gestire il pc in primis per chi non lo sapeva fare. Con il resto del tempo libero approccio i primi programmi utili alla gestione: i classici Word, Excel, uno sguardo ad access per i numeri di telefono. Qualche volta il solitario. utilissimo. Per formazione non sono un matematico ed in genere sono più attratto dalla parte visiva delle cose, il design e la grafica la comunicazione ed ecco quindi i primi esperimenti con programmi DTP e fotoritocco.

È poi il momento di CorelDraw di AutoCAD e di altri programmi che aiutano l’impaginazione. Arriva la stampa digitale.

Nel ’95 il magico incontro col Web che viveva ancora molto dell’aiuto degli informatici per la sua diffusione o forse che era ancora molto espressione del lavoro degli informatici dal lato visivo. Anche troppo forse. Da allora sono passati oltre vent’anni e direi che ancora non c’è molta chiarezza tra la miriade di specializzazioni portate dal digitale.

Quindi se un informatico aggiusta pc e stampanti cosa fa una figura professionale che lavora nell’ambito Web, forse nicchia dell’informatica? Semplice, il sito! Come il cuggino di qualsiasi cliente.

Scherzi a parte nel tempo ho avuto diverse difficoltà a definire il mio ruolo, ad esempio dopo qualche anno di attività ho capito che ero stato all’inizio un Web designer.

Passano gli anni crescono i clienti le collaborazioni le contaminazioni e oggi mi ritrovo quasi con la stessa difficoltà nel far capire a chi è fuori dal digitale soprattutto cosa faccio io e cosa l’agenzia che ho fondato nel 2000. Questo vale soprattutto per mia madre e le persone più vicine di quelle generazioni con cui sono cresciuto, ed è  per loro quindi che oggi inauguro la piccola rubrica su Facebook con post dedicati alle cose che curo (faccio?) quasi quotidianamente. Ovviamente il mercato si è evoluto (o solo espanso?) i team sono sempre più specializzati e quindi io mi occupo spesso di coordinare l’attività di team pur dovendo parlare di tutta una serie di temi col cliente, che sono strettamente correlati e necessari ad un buon prodotto finale, ammesso che il mercato lo sappia riconoscere.

Parlo quindi di grafica, di comunicazione, di interfaccia, di brand, di sviluppi di codice, di architetture informative, di database, di promozione tramite diversi strumenti di visibilità (no, non più solo banner), di social media marketing, di strategie di selezione del pubblico e di azioni conseguenti; di SEO, di pay-per-click, di fidelity e di coupon. Queste ultime due cose sono già ben più comprensibili a chi si muove per esempio nell’ambito retail, che sta diventando il mio campo di specializzazione principale. E poiché il settore segue effettivamente un po’ gli andamenti schizofrenici dell’informatica, ovviamente non si è mai in pace, quindi le cose sopra appartengono per gli addetti già quasi ad un’epoca preistorica e per una questione evolutiva si parla di big data, internet delle cose, web fisico, sensori, mobile, momentum, dinamic custumer journey, con la solita grande confusione per i poveri interlocutori al bar, ma anche per certi segmenti di clientela.

Quindi #mammaguardacomemidiverto #digitalworker #quitispiego saranno le parole chiave per ogni piccolo spunto visivo che spero sarà comprensibile ed esemplificativo della “ordinaria” attività di chi vive di “web” e dintorni.

Comunque spesso mi chiedono di far funzionare una stampante… e recentemente mi han chiesto se “lavoro nel computer”. 5 minuti di lacrime inarrestabili. Ridevo come un pazzo.